- ven, 3. luglio 2026
- 19:30 - 23:30
- Innsbruck, Sala Grande
missing in cantu (i vostri palazzi sono vuoti)

La ricerca del leggendario Eldorado e il fascino dell’oro sono il punto di partenza di questa epopea operistica surreale e avvolta dal calore tremolante, che il compositore di Innsbruck Johannes Maria Staud (*1974) e il famoso drammaturgo dell’Alta Austria Thomas Köck (*1986) hanno intrapreso per la loro prima collaborazione.
Un veggente fa il punto della situazione. Ha previsto tutte le catastrofi, ma non è riuscito a scongiurarne nessuna. Nel dialogo con Eco, la sua amata, affronta l’accusa di aver sprecato le proprie opportunità e di aver taciuto di fronte agli orrori che aveva previsto. Partendo da questa immagine di una civiltà ormai scomparsa, l’opera si sviluppa come una retrospettiva fatta di anelli, fratture, ripetizioni e immagini che si sovrappongono e si intrecciano sempre più. Il libretto intreccia diversi universi visivi tratti dalla storia della civiltà occidentale: la conquista del continente americano da parte dei conquistadores spagnoli nel XVI secolo, l’attuale crisi degli oppiacei nelle periferie statunitensi, scene distopiche ambientate in un macello, che mostrano le brutali degenerazioni di un capitalismo sfrenato, la follia religiosa, la mania di potere. Dopo il crollo del mondo occidentale, la storia appare, col senno di poi, come una spirale caratterizzata da una dinamica di ebbrezza di potere, avidità, sottomissione, sfruttamento e rimozione.
Staud, che nel 2022 ha ricevuto il Premio Austriaco per la Musica e nel 2025 il Premio Regionale Tirolese per l’Arte, coniuga l’analisi sociale del libretto con un linguaggio sonoro estremamente creativo, coinvolgente e suggestivo. Mentre il titolo «missing in cantu» («perso nel canto») allude a una «missa» (messa) secolare e l’opera può effettivamente essere interpretata come una sorta di requiem per la fine di una civiltà, Staud contrappone al diluvio di immagini distopiche una musica esuberante nei colori, versatile e di una vivacità quasi provocatoria, che fonde i livelli stilistici e materici più eterogenei in un caleidoscopio.
Con la prima austriaca di «missing in cantu», per la prima volta un’opera di Staud entra nel programma del TLT, messa in scena dalla co-direttrice del reparto teatro Bettina Bruinier, esperta di opera.
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