- mer, 25. giugno 2025
- 20:00 - 22:00
- Innsbruck, Teatro regionale del Tirolo, Kammerspiele
Lingua madre

Ispirandosi a un fatto storico realmente accaduto, la giovane autrice altoatesina Miriam Unterthiner racconta la vita di una giovane donna e il suo percorso di emancipazione. Intreccia abilmente i livelli del discorso e del linguaggio, rendendo così tangibile l’oppressione della società paesana, la deformazione della donna e la sua ribellione. La protagonista, Maria, è alla ricerca della propria identità, del proprio io, della propria voce. Unterthiner scrive per Maria un nuovo finale che lei stessa non ha potuto vivere.
Maria dà voce a se stessa .
In una prosa ritmata e musicale, qui viene raccontato in modo esemplare il destino di una donna: nata, emotivamente trascurata, deformata, non riconosciuta come figlia. Questo ha un effetto sul corpo: si forma una gobba come una sorta di postura di difesa.
Così. Testa in giù. Così. Schiena in avanti. Così. Faccia in giù. Così. Sguardo verso il pavimento
Viene corretta dall’esterno. Un corsetto di legno si insinua nel flusso del linguaggio e sul suo corpo. Ma Maria ha un alleato: proprio quel pavimento.
Io parlo qui. Sì. Io parlo qui. Come pavimento. Qui si parla.
Come il coro nella tragedia greca, il pavimento culla e si prende cura della «Måidel» o, in forma ancora più ridotta, della «Is Måidele», garantendole un solido appoggio – posto in basso, trasversalmente alla pagina del testo, come un terreno sicuro in cui Maria è al sicuro.
E davvero, come in una favola filosofica, nella lotta per il linguaggio, lei riesce, sfidando tutto, a fare un passo avanti, verso se stessa! AAAAAAAAAAA emette il suo urlo di nascita e si appropria del suo nome: MARIA IO.
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