• gio, 11. giugno 2026 e oltre
  • 20:00 - 10:00
  • Innsbruck, Congress Innsbruck, Sala Tirol

8° concerto sinfonico - Suoni inebrianti

Per l'ultimo concerto sinfonico della stagione, la TSOI si lancia in un vero e proprio tripudio sonoro. Alexander Skrjabin era considerato all’epoca un eccentrico e un trasgressore in materia di tonalità. Con la sua imponente opera orchestraleLe Poème de l’Extase, intrisa di armonie cromatiche e che evoca associazioni con i poemi sinfonici di Richard Strauss e il Tristano e Isotta di Richard Wagner, riuscì a sfondare. La poesia di circa 370 versi, da lui stesso composta e su cui si basa l’opera, ruota attorno all’ebbrezza e all’estasi, all’amore e alla libertà.

Inebriante (bello) è anche il famoso secondo concerto per pianoforte di Rachmaninov: suoni malinconici, melodie seducenti ed eleganza virtuosistica si fondono in esso in modo impressionante. Con Tzimon Barto, che non è solo un pianista di grande talento, ma anche un autore appassionato, la TSOI si immerge nel mondo sonoro poetico dell’«ultimo romantico», che a differenza del suo compagno di studi Skrjabin intraprese un percorso più tradizionale. Anche György Ligeti, nel suoConcert Românesc composto nel 1951, si avvalse di un linguaggio sonoro tonalmente molto moderato, eppure il concerto orchestrale in quattro movimenti era considerato politicamente scorretto durante la dittatura comunista di Szörl in Ungheria.

Questo affascinante lavoro giovanile si basa su melodie popolari che il compositore ungherese, allora ventiseienne, aveva assorbito durante il suo soggiorno di studi in Romania e affascina con incantevoli assoli e ritmi marcati. Nato in Transilvania (Romania), Ligeti ha espresso in quest’opera il suo profondo amore per la musica popolare rumena.

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