• dom, 25. aprile 2027 e oltre
  • 09:00
  • Innsbruck, Sala Grande

L'opera da tre soldi

«Sì, corri pure dietro alla felicità, / Ma non correre troppo, / Perché tutti corrono dietro alla felicità / E la felicità corre dietro a loro.»

In una Londra di un passato, futuro o presente indefinito, la sopravvivenza e l’arricchimento personale prevalgono sulle considerazioni morali. Per Mr. Peachum, autoproclamatosi «Re dei mendicanti», anche la compassione è una merce. La sua attività si basa sul dotare i mendicanti della giusta dose di pietosa apparenza, al fine di suscitare la massima generosità da parte dei passanti. Naturalmente intasca la maggior parte dei proventi, perché «prima viene il cibo, poi la morale». Sua figlia Polly, nel frattempo, persegue i propri piani: sposa il gangster Macheath, detto Mackie Messer. Questi è affascinante, senza scrupoli e ben introdotto. Per suo padre Peachum, «che conosce la durezza del mondo, la perdita di sua figlia equivale alla rovina totale». Fa di tutto per consegnare Mackie alla polizia.

Ma anche la legge, in questo mondo, non è incorruttibile. Macheath può contare su vecchie conoscenze: il capo della polizia Brown era un tempo il suo «amico del cuore». I confini tra crimine e ordine, tra giusto e ingiusto, sono fluidi. Perché «purtroppo finora non si è mai sentito dire / che qualcosa fosse giusto e quindi lo fosse davvero».

Delle dipendenze economiche, della crescente disuguaglianza sociale e di un sistema che spesso si indigna moralmente proprio dove costa meno, non si poteva cantare una canzone solo allora. L’«Opera per mendicanti» non ha perso nulla della sua attualità, della sua incisività e del suo sound travolgente sin dalla prima rappresentazione nel 1928.